Un’immersione negli aspetti inconsapevoli del proprio Sé, per riconoscere e consolidare strumenti per un funzionamento efficace anche in contesti interpersonali complessi.
Le coordinate strutturali della dimensione interpersonale prendono forma nella tensione ricorsiva tra spinta a “proteggersi” e desiderio o necessità di entrare in relazione.
In questo senso, le interazioni umane si articolano attraverso due modelli di funzionamento alla base di repertori più complessi: difesa e ingaggio sociale. Queste configurazioni socio-affettive primarie riflettono assetti neurofisiologici, emersi dall’evoluzione e scolpiti dalla storia individuale, che plasmano la dimensione nucleare e analogica del Sé del terapeuta.
La possibilità di esplorare questa matrice identitaria costituisce un passaggio cruciale per lo sviluppo di una competenza emotiva più solida e di una consapevolezza relazionale profonda.
Nel corso del workshop, l’esposizione guidata a stressor fisiologici ed interpersonali offrirà ai partecipanti l’occasione di osservare ciò che accade nel momento attuale, nel qui ed ora dell’intuizione percettiva.
Da una finestra di osservazione privilegiata, il terapeuta verrà invitato a sostare nell’esperienza che emerge, senza necessariamente reagire agli spunti della mente e agli stimoli del corpo, mantenendo uno sguardo lucido sia sul processo che sul vissuto.
Questa immersione nei ritmi di base del Sé Autonomico consentirà di andare in contro ad una parte implicita di sé, frequentemente agita o allontanata, e di consolidare strumenti per un funzionamento efficace anche in contesti interpersonali complessi.
Capacità di modulare il respiro in modo consapevole per influenzare lo stato psicofisico.
Esposizione progressiva ad elementi psicofisiologici che costituiscono la “grammatica” dello stress
Addestramento dell’attenzione e della consapevolezza al momento presente, per interrompere automatismi e facilitare l’auto-regolazione.
In una cornice relazionale di “sicurezza”, i partecipanti vengono portati “in vivo” su differenti livelli di innesco difensivo crescente, con il compito di osservare tutto ciò che emerge nel qui e ora… portando il focus sui cambiamenti/segnali del proprio corpo… provando a stare in “silenzio” davanti a queste manifestazioni… con un focus duale sul processo e sulla consapevolezza autonomica
Attraverso l’immersione in scenari interpersonali a carattere ostile, i partecipanti verranno accompagnati a sperimentare, in vivo, strumenti e dinamiche trasversali a diverse circostanze di intervento
Riduzione dell’attività mentale ruminativa, miglioramento della centratura e della resilienza
Incremento dell’attività parasimpatica, ottimizzazione dello scambio gassoso e della regolazione vagale
Maggiore tolleranza agli stati interni attivanti, rafforzamento della flessibilità fisiologica
Maggiore comprensione dei propri schemi interpersonali in condizioni di attivazione