
Nel nostro approccio clinico, il rafforzamento della capacità di autoregolazione rappresenta una componente fondamentale del percorso: precede e accompagna il lavoro di elaborazione, affinché il contatto con i vissuti traumatici possa avvenire in condizioni sufficienti di sicurezza e sostenibilità. Una volta effettuata la valutazione del caso, la prima fase del percorso accompagna la persona nello sviluppo e nel consolidamento di capacità utili ad attraversare e gestire emozioni, sensazioni e situazioni collegate alle esperienze traumatiche. Tecniche di modulazione del respiro e del focus attentivo, HRV biofeedback e mindfulness possono aiutare a rafforzare la capacità di riconoscere i segnali di attivazione o disconnessione e ad ampliare le risorse disponibili per facilitare il ritorno a stati di calma e sicurezza percepita. Il loro utilizzo viene adattato alle caratteristiche e alla tollerabilità della persona.

Quando la valutazione clinica e la definizione condivisa del percorso lo rendono appropriato, il lavoro può rivolgersi più direttamente alle memorie traumatiche e ai meccanismi di evitamento che contribuiscono a mantenere attiva la sofferenza. L’obiettivo non è cancellare il ricordo, ma favorirne l’elaborazione, affinché possa essere riconosciuto e collocato nel passato senza continuare a essere vissuto come una minaccia presente. L’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) utilizza un protocollo strutturato che integra l’attenzione alle memorie traumatiche con forme di stimolazione bilaterale, facilitandone la rielaborazione e riducendo il disagio associato. La Prolonged Exposure Therapy (PE) lavora in modo pianificato e progressivo sull’esposizione ai ricordi traumatici e alle situazioni sicure evitate a causa della paura, favorendo nuovi apprendimenti e una riduzione dell’evitamento. La scelta dell’intervento viene definita sulla base della valutazione clinica, delle caratteristiche della persona, delle sue preferenze e degli obiettivi concordati.

Il percorso terapeutico non si esaurisce nella riduzione dei sintomi. Integrare l’esperienza significa consolidare i cambiamenti raggiunti, recuperare continuità nella propria storia e tornare a investire nel presente, nelle relazioni e nei propri progetti. Il ricordo può rimanere parte della propria biografia senza continuare a organizzare nello stesso modo la percezione di sé, degli altri e del mondo. Non si tratta quindi di rimuovere il passato o dimenticare ciò che è accaduto, ma di poterlo riconoscere come una parte di ciò che è stato, recuperando maggiore libertà nel modo di sentire, scegliere e vivere il presente.
Il lavoro clinico sul trauma parte da una valutazione della storia personale, dei sintomi, delle risorse e delle condizioni attuali. Il percorso viene definito insieme alla persona, tenendo conto delle esperienze vissute, del funzionamento attuale, delle eventuali condizioni associate e delle preferenze individuali.
Regolazione e sicurezza, elaborazione delle memorie traumatiche e integrazione dell’esperienza rappresentano dimensioni del trattamento che possono succedersi, alternarsi o sovrapporsi. Non costituiscono una sequenza rigida né richiedono gli stessi tempi per ogni persona.
Per il Disturbo da Stress Post-Traumatico, le principali linee guida raccomandano psicoterapie focalizzate sul trauma. L’EMDR e la Prolonged Exposure rientrano tra gli interventi con maggiore supporto scientifico.
La preparazione, la frequenza e la tipologia di lavoro vengono calibrati sulle caratteristiche e sulle esigenze della persona.


Aumento del bilanciamento autonomico, incremento della capacità antinfiammatoria, miglioramento del tono vagale
Riduzione dell’attività mentale ruminativa, miglioramento della centratura e della resilienza
Incremento dell’attività parasimpatica, ottimizzazione dello scambio gassoso e della regolazione vagale
Progressiva desensibilizzazione del ricordo da esperienza travolgente a contenuto sostenibile, attraverso il doppio focus e la stimolazione bilaterale
Ripristina l'accesso agli stati di sicurezza, attraverso micro-esperienze ricorrenti che sfruttano la plasticità sintattica